Il mio no agli animali prigionieri
Ebbene amici, sono stata in grado, aimè, di innescare una gran bufera con un mio post sui social, esprimendo la mia disapprovazione nell'utilizzare animali per fare spettacolo e quindi denaro.
Molte persone hanno sostenuto il mio post finché si è scatenato qualcosa di imprevedibile. Tre donne in particolare, mi hanno insultata e minacciata promettendomi conseguenze legali, in quanto a detta loro le ho calunniate e diffamate. Inoltre hanno tirato in ballo i miei cavalli, accusandomi di maltrattarli perché utilizzo il morso come imboccatura.

Chi legge i miei post, vede le foto che pubblico o mi conosce di persona sa perfettamente che quest'accusa è totalmente infondata e ringrazio con tutto il cuore le persone che ogni giorno mi appoggiano e si confrontano con me.
Ci tengo molto comunque a spiegare nei dettagli la mia disapprovazione. Questo mio pensiero non riguarda solamente il circo ma anche gli zoo, i delfinari, gli acquari, certi maneggi e proprietari incoscienti di animali in generale.


Quello che meglio spiega ciò per cui mi infastidisco è solamente il fatto di fare prigionieri degli animali, perché il maltrattamento a mio parere è un'aggravante. Non ho mai detto che un animale tenuto in gabbia deve essere per forza maltrattato perché potrebbe benissimo essere trattato con cura e amore.
Sono inoltre molto felice del fatto che, come mi hanno spiegato e da quello che ho letto informandomi, sugli animali in detenzione vengono effettuati controlli di salute molto spesso da parte di equipe specializzate, comprendenti dei veterinari. Siamo nel 2018 e se non ci fossero questi controlli sul benessere animale sarebbe grave!

Ciò che mi preme dire è invece che non appoggio l'utilizzo degli animali per fare business e quindi per fare denaro: dai maiali imprigionati finché non diventano carne, agli elefanti costretti a portare in giro i turisti in India. Ciò che mi crea rabbia è che il mondo gira completamente intorno al denaro e quando c'è "lui" di mezzo purtroppo si può solo parlare di sfruttamento. Parlo di animali perché questo è il tema ma il discorso purtroppo si potrebbe ampliare anche alle persone; ogni giorno milioni di persone in tutto il mondo vengono sfruttate per denaro, proprio come gli animali.
E' un cane che si morde la coda, come si dice, non sembra esserci soluzione a questo grande male dell'umanità; l'unica cosa che ci resta da fare è sperare sempre in un mondo migliore, che potrebbe crearsi per esempio grazie ai nostri figli, la generazione del futuro. Ognuno, nel proprio piccolo, può fare qualcosa per sentirsi meno in colpa per ciò che l'uomo in millenni ha perpetrato su questo pianeta. Ogni cosa nel mondo è collegata profondamente, su questo ci sarebbe da fare una riflessione.
Quello che cerco di fare nel mio piccolo, per me, è qualcosa di grande. Cerco ogni giorno di sradicare le abitudine forti insite nelle menti dei miei cavalli, per lungo tempo scuderizzati, non abituati alla socializzazione con i loro simili, i tempi scanditi dai pasti e dal lavoro oppure, parlando invece della mia cavallina Pioggia, cerco di donarle ciò che non ha mai ricevuto: la stabilità di una casa e di compagni suoi simili, in quanto ha cambiato ben 7 proprietari in 13 anni.

Tutto questo facendo un enorme lavoro su me stessa che ho imparato solo grazie a loro! L'essere umano non è capace di lavorare spontaneamente su se stesso, è difficile divenire introspettivi e riuscire ad analizzarsi interiormente, figuriamoci "parlare" il linguaggio degli animali.
Gli animali sono esseri semplici che vivono nel qui e ora spinti dall'istinto di sopravvivenza, in cui rientrano cibo e acqua e la riproduzione della specie. Allo stesso tempo si accosta la stimolazione, altrettanto importante!
Io cerco, con i miei cavalli (che nessuno avrebbe mai acquistato perché considerati carne da macello), di iniziarmi in qualcosa di più profondo: il loro linguaggio. Credetemi non è semplice perché non possiamo minimamente paragonare i loro bisogni ai nostri. Dobbiamo quindi imparare a rianalizzare e a lavorare su di un altro piano, quello emozionale, che non è fatto di baci o carezze.

Il mio non è sfruttamento o maltrattamento, anzi io spendo soldi per i miei cavalli e il loro benessere non faccio in modo di guadagnarci, non è mai stato nel mio interesse. Senza di loro il mio portafoglio sarebbe più pieno ma il mio cuore e il mio io più profondo estremamente vuoti.
Sono contraria inoltre ai metodi coercitivi in cui effettivamente possono rientrare le imboccature, quali morsi e filetti. Ma qui posso assicurare che ad un cavallo di 26 anni e ad uno di 20 (domato tra l'altro con violenza fisica, non da me ovviamente) non è affatto semplice applicare una rieducazione. occorre lavorarci sodo e dedicare loro molto tempo, spero comunque, un giorno, di essere all'altezza di questo compito. Con Pioggia invece è stato tutto molto più immediato, per il suo carattere e per il suo essere molto socievole; lei non necessita ne di filetto, ne di morso ma può essere montata tranquillamente a capezza; tutto questo grazie soprattutto a Irene Greco che mi ha dato molto in questo anno e mezzo passato insieme.

Posso concludere dicendo che preferisco comprare un spazzola o un flacone di anti-mosche in più per i miei cavalli, piuttosto che spendere i soldi contribuendo agli spettacoli con animali. Spero vivamente che ci sia sempre meno utilizzo degli animali per accrescere le tasche di qualcuno ma soprattutto più coscienza e più amore!
Spero inoltre di non essere ingiustamente accusata di maltrattare i miei cavalli, chi lo pensa è invitato a casa mia a braccia aperte e gratuitamente per vedere le loro condizioni, sottolineo gratuitamente!



